Rassegna stampa

IL CAPOLUOGO D'ABRUZZO
01/04/2011 (sezione: Terza Pagina)

Coppa Acerbo. Circuito internazionale degli Abruzzi

Non si può ricordare il Circuito di Pescara se, anzitutto, non si fa la conoscenza di un personaggio: Giacomo Acerbo, ministro, professore universitario, promotore della famosa Coppa Acerbo, cioè del Gran Premio di Pescara.
Giacomo Acerbo aveva la passione delle corse, e soprattutto della sua, quella di Pescara, che organizzava con cura, usufruendo anche dell’autorità che gli veniva dalla carica. Acerbo non cessò mai di collaborare con costruttori e concorrenti.
Il circuito stradale di Pescara fu uno tra i primi esempi di perfetta organizzazione. Con i dislivelli, le curve numerose e veloci, per arrivare alle zete di Spoltore, ha rappresentato un banco-prova ideale per la sorgente industria automobilistica italiana. E voglio aggiungere che l’arenile di Pescara, il calore dell’ospitalità abruzzese e l’applauso generoso restano nella mia memoria un ricordo inestingbiuile.
Cordialmente,
Enzo Ferrari

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La Coppa Acerbo è tra i più antichi e prestigiosi circuiti automobilistici del mondo, istituita in onore dell'eroe abruzzese Tito Acerbo e svoltasi a Pescara dal 1924 al 1961. Le basi della Coppa Acerbo risalgono al 1923, quando a Castellammare Adriatico arrivarono da Roma le automobili che vi avrebbero partecipato per una gara di regolarità nel contesto della "Settimana Abruzzese"; furono infatti proprio queste le prove generali su un circuito che sarebbe poi passato alla storia. Un tracciato di circa 25 Km creato dal nulla, quasi dall'oggi al domani; Giacomo Acerbo, su suggerimento del Conte De Sterlich Aliprandi, ideò così la gara sportiva intitolandola al fratello Tito, eroe della prima guerra mondiale. Il Circuito di Pescara è ancor oggi il tracciato più lungo dove si sia mai disputata una gara di Formula 1.
Il 1° vincitore, nel 1924, su Alfa Romeo fu Enzo Ferrari, che ricorderà sempre questa gara come quella che lo ha lanciato sulla strada dei motori; da allora altre entusiasmanti edizioni e l'attenzione del mondo intero per una corsa che, con vent'anni di anticipo rispetto alla Formula 1, aveva scatenato la passione di milioni di persone e raccontato le gesta di straordinari eroi delle quattro ruote come Varzi, Nuvolari, Campari, Rosemayer, Fangio e tanti altri. Dal 1927 ebbe inizio la fase di maggior fulgore della Coppa Acerbo: adesione di industria, partecipazione di piloti, bontà organizzativa, migliorie al tracciato fecero della ormai tradizionale corsa di Ferragosto una delle poche che nel mondo andassero per la maggiore, una di quelle più indicate e più attese per i confronti tra le forze nazionali e straniere.
Nel 1932 finalmente il "Nivola" della leggenda, l'asso audacissimo che maggiormente avvinceva il pubblico, coronò il sogno di vedersi includere nel libro d'oro della competizione che diceva di prediligere. La meritatissima affermazione del "mantovano volante" fu più significativa in quanto proprio quell'anno l'industria straniera, in specie Mercedes e Bugatti, calò in forze a Pescara. Il lotto di piloti fu nutritissimo e comprendeva oltre a Nuvolari. Caracciola, Von Brautichsch, Fagioli, Chiron, Taruffi, Broschek, Howe, Borzacchini, Brivio ecc. Ne sortì una gara elettrizzante che per ore e ore trattenne in piedi la strabocchevole folla. Caracciola fuggì in partenza tallonato da Nuvolari. Quando questi attaccò a fondo sembrava letteralmente scatenato e conquistò insieme al successo i nuovi record, di cui quello sul giro ha resistito un quarto di secolo. Indietro anche Fagioli dava spettacolo, completando il trionfo dell'industria italiana.
L'ultima edizione si corse nel 1961 ed ironia della sorte a vincerla fu una Ferrari, guidata dalla coppia Lorenzo Bandini e Giorgio Scarlatti.

Il circuito iniziava nel centro della parte nord della città all'altezza dell'attuale piazza Duca degli Abruzzi sulla via Nazionale Adriatica in direzione sud per poi girare all'interno e percorrere il rettilineo dell'attuale via del Circuito fino alle campagne circostanti ed ai paesi di Villa Raspa e Spoltore per raggiungere quello di Cappelle. Di qui le automobili prendevano la direzione del mare e quindi intraprendevano ad altissima velocità il c.d. chilometro lanciato - dove, nel 1950, Juan Manuel Fangio ha raggiunto la incredibile velocità di circa 311,314 km/h - fino ad arrivare a Montesilvano dove poi il circuito svoltava verso sud, sull'attuale via Nazionale Adriatica, dove veniva completato il giro. Il tracciato presentava grandi difficoltà soprattutto per le precarie condizioni di sicurezza nelle quali veniva svolta la manifestazione anche perché sul percorso si accalcavano folle immense, fino a 200.000 spettatori. Infatti, nel 1934, la giovane promessa Guy Moll vi perse la vita in un tragico incidente.

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Federico Valeriani nasce a Capestrano nel 1949 e trascorre lì i primi anni della sua vita. Nel 1969 collabora con lo Studio Luce di Pescara. Dal 1973 al 1990 collabora con la Pubblicitas e con la Sipra (Gruppo Rai) per la produzione di immagini pubblicitarie cinematografiche (diapositive e filmati) e radio-televisive (jngle e filmati).
Nel 1973 avvia il suo studio pubblicitario "IMAGO - visualizzazione e comunicazione" operando in tutto l'Abruzzo. Dal 1973 al 1975 organizza a Ortona l'evento di due "Gran Premi Mondiali Motonautici d'Italia" con l'inserimento di campionati mondiali; negli anni successivi ha curato l'immagine per molti altri eventi come la Cronoscalata Svolte di Popoli, i Campionati Nazionali Assoluti di Fioretto e Sciabola, il campionato mondiale di pugilato pesi medi-junior Rocki-Mattioli - José Duran, il Rally Estate a Roccaraso, il 4° Rally Spiga, Pescara Motori - Trofeo Rosa d'Oro, il 1° Trofeo G. D'Annunzio di canottaggio, 12° Trofeo A. Vetta Calcio Internazionale Giovanile, 1° Festival della Ciliegia d'oro, e altri.
Nel 1977 dedica il suo primo libro al suo paese d'origine "Capestrano dentro e fuori le mura".
Nel 1986 fonda l'A.S.C.A. (Associazione Storico Culturale Automobilistica) con cui rievoca la storica "Coppa Acerbo ®", per cinque anni consecutivi (1986 /1987 / 1988 / 1989 / 1990) riscuotendo grande successo. Dopo la scomparsa di Enzo Ferrari nel 1988, Valeriani ebbe l'idea di dedicare al Drake di Maranello una via o una piazza pescarese, Pescara fu la prima città al mondo ad avere una via dedicata a Ferrari. Nel 1992 Valeriani cura la mostra storico-culturale "L'Automobile è femminile" e l'anno successivo ne pubblica il libro.
Nel 1994 organizza una mostra sulla pubblicità "La Réclame - Alla Ricerca del Tempo Passato - da G. D'Annunzio Pubblicitario a Carosello". Nel 1995 pubblica "Rapsodia e Memorie d'Abruzzo" lanciandolo insieme alla mostra. Nel 1996 ritorna in mostra a gran richiesta la "Coppa Acerbo ® - Circuito di Pescara - storia di una corsa e di una città" L'ultima mostra sulla "Coppa Acerbo ® - Gran Premio di Pescara" si svolge nel 2004, al Museo Vittoria Colonna di Pescara. A Natale 2006, sempre al Museo Vittoria Colonna di Pescara, propone e realizza una mostra dedicata al volo intitolata "Velivolo - più alto, più oltre... nel cielo" con l'esposizione in anteprima nazionale di un simulatore di volo a disposizione dei visitatori.
Nel 2007 Valeriani pubblica il suo ultimo libro, un progetto durato più di vent'anni, che finalmente viene alla luce: "Coppa Acerbo® - Circuito Internazionale degli Abruzzi". A fine 2009 torna a Pescara con "La Réclame - da G. D'Annunzio Pubblicitario a Carosello" ed è la sua ultima mostra. Per il Centenario di Aviazione a Pescara, con la partecipazione delle Frecce Tricolori, era in programma a Luglio 2010, in collaborazione con gli enti pescaresi, una mostra "Vivere Pescara in Volo". Il 7 marzo 2010 Federico Valeriani si spegne nel sonno.

ilcapoluogo.it





IL TEMPO
10/03/2010 (pagina , sezione: NOTIZIE–ABRUZZO)

HA TENUTO VIVO IL RICORDO DELLA COPPA ACERBO

Addio a Valeriani, voce e memoria degli Anni ruggenti delle automobili

Federico Valeriani, 60 anni, presidente dell'A.S.C.A. (Associazione Storico Culturale Automobilistica) è scomparso pochi giorni fa nella sua casa di Pescara, nel sonno.
Il suo nome era soprattutto collegato alla «Coppa Acerbo» per le tante mostre rievocative organizzate tra il 1986 e il 2004, mirate a documentare la storica gara automobilistica che rese famoso l'Abruzzo tra il 1924 e il 1939, e tra il 1947 e il 1961 con il nome di Circuito di Pescara. Un archivio sterminato, ambito, conteso, spesso invidiato, che per trent'anni si è arricchito di documenti, giornali e fotografie originali solo grazie alla sua pazienza e alla sua tenacia tutta capestranese. La sua passione lo portava verso tutto ciò che riguardasse Gabriele d'Annunzio e le automobili, e su questi temi ha organizzato mostre e pubblicato libri in grado di «parlare da sé» per la forza dei documenti, fino a proporre alle amministrazioni l'istituzione di un museo dedicato alla Coppa Acerbo. Invano. È stato lui a rendersi promotore dell'intitolazione a Enzo Ferrari di via Salaria, racconta sua moglie Rossella. In occasione dell'inaugurazione ha persino percorso il circuito al contrario su un'auto guidata da Manuel Fangio». Delle sue ricerche rimane un volume dedicato alla gara e pubblicato in mille copie solo dietro autofinanziamento, dopo anni passati a cercare un sostenitore con tutto il materiale già pronto e chiuso in una valigetta.
Federico Valeriani si era affrettato a farsi dimettere dall'ospedale, dove gli avevano rimesso a nuovo il cuore solo la settimana scorsa, per festeggiare il 26esimo compleanno di sua figlia Simona insieme all'altra figlia Monica, 31 anni, e al resto della famiglia. È stato il cervello a tradirlo, in un attimo: quella stessa mente vulcanica che lo faceva inarrestabile. «Lui era la memoria storica della Coppa Acerbo, Pescara e l'Abruzzo».

Cristima Mosca





IL TEMPO
12/05/2009 (pagina 14, sezione: PESCARA)

Un pizzico di Pescara nel Museo che sarà dedicato a Ferrari

Ad Aprile la Fondazione Casa Natale di Enzo Ferrari e l'automobilismo sportivo, che nascerà a Modena. Il Presidente dell'A.S.C.A. Federico Valeriani, in ricordo del legame fra Enzo Ferrari e la Coppa Acerbo, ha donato a Piero Ferrari, figlio di Enzo, una copia del libro "Coppa Acerbo - Circuito internazionale degli Abruzzi" e una de "L'automobile è femminile - réclame illustrate del primo '900: d'Annunzio e l'automobile".

Cristina Mosca





LA GAZZETTA DELLO SPORT
21/12/2008

La rossa di carta domina sotto l'albero

La Ferrari spopola in libreria, oltre che sulle piste: il Natale, che ci porta una serie di libri molto accattivanti, è un'ottima occasione per sprofondare nella lettura. E nella contemplazione. […] Ma il libro forse più appassionante per chi ama le corse è quello di Federico Valeriani, Coppa Acerbo, circuito internazionale degli Abruzzi (Res Imago), una cronistoria con testi (ce n' è anche uno di Enzo Ferrari in apertura) dell'epoca di una gara indimenticabile, divenuta poi GP di Pescara di Formula 1. Valeriani ha impiegato 30 anni per mettere insieme un'opera stratosferica per documentazione, completezza e qualità con foto mai viste prima. Incredibile. Vale la follia di 490 euro. […]
Buona lettura!

Allievi Pino





IL RESTO DEL CARLINO
20/12/2008 (pagina 45)

UN LIBRO SULLA COPPA ACERBO

Enzo Ferrari primo al traguardo. Ma al volante di un’Alfa Romeo

È UN ROMBO che viene da lontano. Dall’anno di grazia 1924: prima edizione della Coppa Acerbo a Pescara, in riva all’Adriatico. A vincere la corsa, su quelle vecchie strade polverose, un pilota dal nome già prestigioso: Enzo Ferrari. Al volante di un’Alfa Romeo, naturalmente: il Cavallino rampante, all’epoca, non era ancora nato.
Un libro monumentale, a firma di Federico Valeriani (edito dallo stesso autore e dall’A.S.C.A.), rievoca ora le gesta di campionissimi e campioni legate al circuito cittadino di 25,5 chilometri - il più lungo di tutta la storia della Formula Uno - che alternava curve mozzafiato, dure salite e un lunghissimo rettilineo. L’albo d’oro parla da solo: Campari, Varzi, Tazio Nuvolari nel ’32, Fagioli, Rosemayer, Caracciola, Fangio e Stirling Moss.
Fino Bandini nel ’61, l’anno del sipario. Un’epopea da grande classica, macchiata da un tragico incidente: accade nel ’34, l’auto di Guy Moll finì sugli spettatori. L’automobilismo era, e continua a essere, anche questo.





AISA - Associazione Italiana per la storia dell'automobile
(link: News - sezione: LIBRI, pagina 1)

Coppa Acerbo a Pescara. Tutto ma proprio tutto

Il libro che in tanti avremmo voluto scrivere: la storia di una corsa entrata nel mito, per di più davanti alla porta di casa. Federico Valeriani lo ha fatto: ha dedicato una vita alla raccolta di documenti e testimonianze sulla Coppa Acerbo e il Circuito di Pescara in tutte le sue edizioni e reincarnazioni, dal 1923 al 1961.
In quei decenni, si sono affrontati lungo le strade che dal lungomare di Pescara-Castellamare Adriatico penetravano in un retroterra, che le foto ci descrivono quasi selvaggio, per poi riscendere al mare. Le curve di Spoltore, Cappelle, Montesilvano hanno fatto da sfondo a immagini entrate nella leggenda: Rosemeyer e Caracciola tra le case, Guy Moll lanciato verso la morte, Stirling Moss con la Vanwall in quell’incredibile GP mondiale del 1957. E ancora, Enzo Ferrari, Giuseppe Campari, Achille Varzi, Tazio Nuvolari, Franco Cortese, Alberto Ascari, Mike Hawthorn, Luigi Musso, Lorenzo Bandini: tutti vincitori o protagonisti di quella corsa e della storia delle corse.
L’autore ha privilegiato la documentazione iconografica (oltre 2000 immagini) e testuale dell’epoca, lasciando il racconto a quanto era stato scritto e illustrato nell’anno di ogni edizione, che rivive così con l’immediatezza della cronaca senza il velo della storia.
Le due pagine iniziali che riportano lettere di Enzo Ferrari nel 1963 e Giovannino Lurani nel 1989 sono pervase di nostalgia e, con quel po’ di retorica che si può concedere a due personaggi di quella caratura, spiegano il fascino della Coppa Acerbo. Entrambi concordano sul valore del percorso e della corsa per mettere alla prova uomini e macchine.
Il volume è imponente: 478 pagine di grande formato, ottima forma grafica e tipografica, in un cofanetto cartonato e plastificato, più elegante della copertina. Scorrere queste pagine significa rimpiangere l'epoca d'oro per Pescara e il suo circuito cittadino, ormai cancellato e definitivamente consegnato alla storia. Come scrive l’autore: “Questo libro è stato fatto per documentare e testimoniare la storia di una corsa pionieristica, di una città che non era ancora tale, di una regione e di uomini ardimentosi che a essa hanno dato gloria e lustro”. […]
Valeriani è anche autore di un altro volume molto interessante e altrettanto curato: la raccolta di pubblicità dell’automobile “L’automobile è femminile. Raccolta di réclame illustrate del primo Novecento”.





IL CENTRO
04/04/2008 (pagina 19, sezione: SPORT)

[...] - presentazione ufficiale del libro -

PESCARA. La storia dei tempi d’oro dell’automobilismo sportivo pescarese, raccontata dal fiduciario della famiglia Acerbo. […] La Coppa Acerbo, raccontata con una punta di commozione e orgoglio dai più anziani appassionati delle quattro ruote, resta un fiore all’occhiello della città e della regione ma non è più un valore aggiunto per i pescaresi.
La cultura automobilistica è stata strozzata dal surplus di traffico, la città ha dimenticato che è cresciuta anche grazie alle mitiche corse degli anni Trenta. La bicicletta ha preso il posto della macchina, Nuvolari e Rosemeyer sono retaggi di un passato che ha i contorni del mito. Un volume tramanda ai giovani la storia della Coppa Acerbo. L’opera editoriale di Federico Valeriani, presidente dell’Associazione storico culturale automobilistica di Pescara, «Coppa Acerbo - Circuito internazionale degli Abruzzi» è stata presentata ieri pomeriggio nella sala conferenze del museo d’arte Colonna a Pescara. 480 pagine con oltre 2.000 reperti iconografici e 1.000 copie numerate e firmate. Sono le caratteristiche dell’opera che raccoglie, foto inedite e i resoconti giornalistici dei più noti cronisti sportivi che seguivano anno dopo anno, dal 1924 al 1961, lo svolgersi delle gare sul circuito pescarese. «Nel testo», racconta l’autore Federico Valeriani, «c’è riprodotto il lavoro di 30 anni di ricerca di quella che era una manifestazione per la quale Pescara andava fiera in tutto il mondo. Oggi, purtroppo, molti giovani ignorano addirittura l’esistenza della Coppa Acerbo. […]».
Sono intervenuti alla cerimonia il presidente onorario dell’Associazione pescarese, Annamaria Persiani Acerbo, che ha criticato il progresso della meccanizzazione dell’automobile e il direttore del Dipartimento di Economia e Storia del territorio dell’Università D’Annunzio Piergiorgo Landini. La prima edizione della Coppa Acerbo venne vinta nel 1924 da Enzo Ferrari su Alfa Romeo mentre nell’ultima, disputata nel 1961, trionfarono Lorenzo Bandini e Giorgio Scarlatti su Ferrari. Emblematico, in merito, l’articolo di Manlio Masci che ne annunciava la chiusura nel 1962 con un pezzo intitolato «Malinconico Ferragosto». […]





IL CENTRO
30/12/2004 (pagina 5, sezione: PESCARA)

La Coppa Acerbo narra la storia di Pescara

PESCARA. Il rapporto stretto tra la nascita di Pescara città capoluogo di provincia - come necessità largamente sentita prima e come realtà urbanistica e politica poi - e l’evento Coppa Acerbo-Gran Premio di Pescara, viene testimoniato nella grande mostra sulla mitica corsa automobilistica inaugurata in questi giorni al museo d’arte moderna Vittoria Colonna (resterà aperta fino al 6 gennaio), a cura dell’A.S.C.A., Associazione storico culturale automobilistica, e patrocinata da Comune e Regione. «Proponiamo una visione storico-culturale di Coppa Acerbo e Gran Premio Pescara», si legge in una nota dell’A.S.C.A., che ha già organizzato una manifestazione simile per 5 anni consecutivi, dal 1986 al 1990 e poi nel 1996, ottenendo grande successo di pubblico e risonanza internazionale.
Tra le 5000 foto del vasto archivio dell’associazione sono state esposte quelle inedite che testimoniano l’evolversi, anno dopo anno, dell’auto sportiva e il «rapporto visivo tra la gara e la città che cresce», spiega l’A.S.C.A. Perchè «Pescara è nata con i motori», sottolinea l’associazione. «La storia della corsa si intreccia con quella della città, che attraversava uno dei periodi più importanti e decisivi per il suo futuro proprio negli anni in cui la Coppa nasceva e acquisiva importanza». Con il Regio decreto dell’1 febbraio 1927, anno della 3ª edizione dell’Acerbo, viene attuata l’unione di Castellamare Adriatico e Pescara. «Questa unificazione era però di fatto già avvenuta da diversi anni», ricorda l’Asca in un volume sulla gara, «pur tra profonde rivalità, polemiche e interessi contrastanti che tenevano da sempre divisi i due borghi». Forse è eccessivo dire che un avvenimento sportivo, pur se di rilevanza internazionale, possa aver portato all’unificazione delle due cittadine, «ma è comunque certo», scrive l’associazione, «che la Coppa Acerbo ha svolto un ruolo determinante per il raggiungimento di questo scopo». L’organizzazione e l’attuazione della corsa diventa comune motivo di interesse tra le due sponde della Pescara, e poi, ripercorrono le foto esposte, fattore di trasformazione della nuova città, con strade ampliate o nuove. In mostra poi i manifesti della gara, alcuni firmati da artisti della grafica come Vittorio Grassi e Marcello Dudovich. E due splendide vetture, del museo di Arese dell’Alfa Romeo: una Rlss, simile a quella con cui Ferrari vinse la prima Coppa Acerbo e a quella su cui il sulmonese Guido Ginaldi si aggiudicò la seconda, nel’25, e l’Alfetta 158 che vinse nel 1939 con Clemente Biondetti e il Gran Premio del ’50 con Fangio. (l.d’i.)





IL CENTRO
29/12/2004 (pagina 5, sezione: PESCARA)

Il mito della Coppa Acerbo in mostra fino al 6 gennaio

PESCARA. Il mito indiscusso della Coppa Acerbo e del circuito automobilistico di Pescara torna a rivivere fino al prossimo 6 gennaio tra le stanze del museo Vittoria Colonna. In mostra, con il patrocinio della Regione Abruzzo e in collaborazione con l’assessorato comunale allo sport e l’organizzazione curata dall’A.S.C.A., ci sono fotografie d’epoca che ritraggono campioni dell’automobilismo del calibro di Tazio Nuvolari. Si possono guardare, inoltre, anche automobili fiammanti come alcuni modelli di Alfa Romeo, Bugatti e Ferrari che per anni hanno dominato il circuito pescarese. L’ingresso è gratuito.





IL CENTRO
05/01/2005 (pagina 3, sezione: PESCARA)

Coppa Acerbo in classe

PESCARA. La mostra sul mito e sulla leggenda della Coppa Acerbo, organizzata dall’A.S.C.A. in collaborazione con gli assessorati comunale alla Cultura, e allo Sport e il patrocinio della Regione Abruzzo, aperta dal 18 dicembre scorso nelle sale del Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, non chiuderà i battenti domani, come previsto, ma resterà aperta ancora. Su richiesta di molti insegnanti delle scuole cittadine, interessati a far visitare agli alunni un pezzo della storia di Pescara, e di cittadini affascinati dal mito dell automobilismo degli anni Venti, la mostra, con l’accordo dell Alfa Romeo e il Museo di Arese che ha concesso due vetture speciali, resterà aperta fino al prossimo 30 gennaio. Così, dal prossimo lunedì, il Museo Colonna sarà la tappa di alcune scolaresche interessate a riscoprire un elemento importante della storia automobilistica e della cultura pescarese. Federico Valeriani, presidente dell’A.S.C.A. e organizzatore della mostra, con inedite fotografie d’epoca, locandine originali, cimeli di gare corse in città nel 1924, ha annunciato anche la proiezione di un filmato risalente alla fine dell’Ottocento. «Sarà l occasione per raccontare ai ragazzi non tanto la storia dell’automobilismo attraverso quei Gran Premi che ora non esistono più, ma per parlare di cultura». Un'occasione per ricordare anche che l’Ente per le manifestazioni pescaresi, ora presieduto da Lucio Fumo e impegnato, tra l altro, nel Festival del Jazz, nacque proprio nel 1924, con l’organizzazione della prima edizione della Coppa Acerbo. (p.l.)





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